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“La Danza delle Api: autonomia ed interdipendenza nella disabilità”

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Categorie: Storie Cooperative

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Martedì 25 ottobre si è svolto il Convegno dal titolo “La Danza delle Api: autonomia ed interdipendenza nella disabilità”, giornata di confronto e formazione sul tema della disabilità proposta dalla Società Cooperativa Sociale Progetto Emmaus Onlus. Durante la mattinata, svoltasi ad Alba nella Sala multimediale dell’Asl CN2 sita in via Vida, sono intervenute diverse realtà, che si occupano della disabilità e delle sue risorse, provenienti dal nord Italia, in particolare da Treviso, Padova, Milano e Bergamo le quali hanno dato vita a progetti sperimantali volti a perseguire una maggiore autonomia ed integrazione sociale, per dare voce non solo a percorsi rivolti a persone disabili che hanno buone risorse e competenze di base, ma anche a quelle realtà che si interrogano su come possa essere declinato il concetto di autonomia nella disabilità grave. Il tema centrale degli interventi ruotava sull’assunto di base che la disabilità ha un valore sociale intrinseco e può essere intesa, dai professionisti che se ne occupano, e dalla società civile tutta, non solo come portatrice di bisogni assistenziali, ma anche come risorsa da mettere a disposizione delle comunità locali. Grazie al contributo di Maurizio Colleoni, coordinatore scientifico dell’evento ed attivatore del network Immaginabili Risorse, è stato possibile rilevare come il territorio albese, analogamente al resto del nord Italia, si trovi davanti una complessa sfida: riuscire a conciliare le risorse economiche disponibili con la miglior qualità dei servizi offerti. Soprattutto in questa fase di transizione di welfare, ripensare i servizi rivolti alla disabilità in termini di innovazione, creatività e sinergie da attivare con le realtà locali, è di fondamentale importanza. Mai come ora il concetto di interdipendenza diventa il perno su cui costruire nuove risposte. Progetto Emmaus in tal senso ha presentato durante il convegno il vino ‘8mani’ nato in collaborazione con l’Associazione solo Roero, per dare voce alla ricchezza della diversità nelle sue varie espressioni. Il progetto coinvolge dieci persone disabili o con patologie psichiatriche all’interno del processo produttivo che ha portato alla realizzazione del Roero Arneis 8mani, con la collaborazione di Cascina Fornace, Alberto Oggero e Valfaccenda. Il risultato è la produzione di 850 bottiglie di buon vino, dall’alto valore relazionale, che si possono trovare all’interno di alcuni locali dell’albese e del braidese. Un grazie a quanti numerosi hanno partecipato all’iniziativa proposta, operatori, amministrazioni, enti gestori dei servizi socio sanitari e famiglie, e a tutti coloro che hanno reso possibile questo momento di confronto e di scambio di ricchezze comuni. 

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