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Expo: Fiaschi (Coopermondo), ecco come le cooperative esportano sviluppo

Expo: Fiaschi (Coopermondo), ecco come le cooperative esportano sviluppo

Categorie: Storie Cooperative

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Presentati lunedì 15 giugno all’Expo i 60 progetti di cooperazione allo sviluppo di Coopermondo-Confcooperative, dalle Ande al Togo, dalla Sierra Leone alla Colombia  per uno sviluppo dal volto umano

«Sicurezza alimentare e inclusione sociale per uno sviluppo a misura di persona e di territorio. Le cooperative nel mondo rappresentano il 50% delle aziende agricole e, grazie all’aggregazione, i piccoli produttori possono collegarsi meglio al mercato». Così Claudia Fiaschi vicepresidente di Confcooperative e di Coopermondo intervenendo a "Nutrire il pianeta. Lavoro dignitoso, giovani, uguaglianza di genere" il workshop organizzato a Cascina Triulza da Coopermondo, l’Associazione di Confcooperative dedicata alla cooperazione allo sviluppo e oggi impegnata in 60 progetti di sviluppo tra Sud America, Africa, Est Europa, Asia. «Uno sviluppo fatto dalle persone sul territorio, dove il talento di giovani e donne sono il vero giacimento ancora inutilizzato dei paesi poveri. È questo – aggiunge Fiaschi – il senso dei nostri progetti di cooperazione nei Paesi partner, dove mettiamo a disposizione tecnologie, know how e microcredito per allargare l’orizzonte e dar vita a quello sviluppo che ha bisogno solo di una scintilla per mettersi in moto». «Nei nostri progetti – continua Fiaschi – l’approccio è proprio quello di coniugare start up e micro finanza per giovani e donne. Lo facciamo anche in Italia con Coop Up, il progetto che trasforma le idee in impresa nei nostri incubatori per imprenditoria giovanile e femminile. Dare concretezza ai progetti supportandoli con una linea di credito e una consulenza qualificata. Siamo partiti a Firenze, presto saremo anche a Bergamo, Torino e Rovigo». «La cooperazione ha in se le caratteristiche per accompagnare i processi di sviluppo dei Paesi partner, perché innescano sviluppo dal basso, si basano sulla valorizzazione del territorio e sulla straordinarietà del capitale umano. Non c’è altra strada per uno sviluppo sostenibile secondo le tre dimensioni economica, sociale e ambientale. Per le nostre imprese- conclude Fiaschi – vuol dire realizzare un’internazionalizzazione dal volto umano».

Alcuni progetti

Pace e sviluppo rurale in Colombia: Dare un sostegno ai piccoli produttori locali per rafforzare le produzioni nel campo dell’agricoltura, dell’acquacoltura e dell’accesso al credito. Questo l’obiettivo principale del progetto pilota recentemente avviato da Coopermondo, l'Associazione di Cooperazione Internazionale di Confcooperative, in collaborazione con Confecoop Colombia e finanziato dall'Istituto Italo - Latino Americano (IILA) e Cooperazione italiana allo sviluppo. Si tratta di una partnership con la Confederazione di cooperative colombiane, l’Agenzia Presidenziale per l’economia sociale (Organizaciones Solidarias de Colombia), il SENA-Ministero del Lavoro della Repubblica di Colombia e il Governo del Dipartimento del Cauca per rafforzare le capacità produttive di oltre 30 gruppi di piccoli produttori del territorio del Cauca, una zona rurale ricca di risorse ma particolarmente colpita dal conflitto interno.

Sicurezza Alimentare in Sierra Leone: Promuovere lo sviluppo rurale nel distretto di Port Loko per incrementare la produzione agricola. Garantire la sicurezza alimentare nel Distretto di Bo attraverso la creazione di un centro per la produzione ittiche la formazione in acquacoltura. Questi gli obiettivi dei due progetti di Coopermondo in Sierra Leone, il Paese maggiormente colpito dalla recente epidemia di Ebola, cui Coopermondo ha risposto, con il supporto della Conferenza Episcopale Italiana - CEI, mettendo in campo una vasta campagna di informazione per prevenire il contagio. Per coinvolgere tutta la comunità e favorire l’empowerment delle donne e la loro partecipazione all’economia familiare sono anche in svolgimento dei corsi di alfabetizzazione, in partnership con le due Diocesi: è così che si misura la validità dei progetti, rendendoli vivi e modellandolo sulle necessità del territorio in cui operano.

Accesso al credito in Equador: Microfinanza Microcredito campesina: Avviato nel 2002 e rinnovato nel 2012 dalla Federcasse (Federazione delle Banche di Credito Cooperativo, socia di Coopermondo-Confcooperative. Complessivamente, dal 2007 al 2012, i pool costituiti da Bcc-Cr hanno permesso ad oltre 12mila donne ecuadoriane di ricevere prestiti per un totale di oltre 45 milioni di dollari; hanno favorito nelle piccole comunità la costruzione di 2mila nuove case e la ristrutturazione di altre 1800. A gennaio 2014 oltre 220 Bcc hanno messo a disposizione del partner del progetto, BanCodesarollo, un plafond di oltre 44 milioni di dollari per finanziamenti a tassi agevolati per oltre 150mila famiglie di campesinos per sostegno all’imprenditorialità familiare, giovanile e femminile, all’acquisto e legalizzazione delle terre da parte dei campesinos; interventi a favore degli indigeni che popolano le foreste amazzoniche, fino alla costruzione di nuove abitazioni.

Finanziamenti all’agricoltura in Togo: Uno scambio di competenze e di esperienze tra il movimento cooperativo italiano e le organizzazioni rurali in Togo, per permettere alla popolazione locale di acquisire sicurezza e sovranità alimentare. È questo l’obiettivo principale del progetto pluriennale avviato da Coopermondo e da un pool di Banche di credito cooperativo. Fino a marzo 2015 sono state 60 le imprese agricole finanziate attraverso l’erogazione di micro-crediti; oltre 6500 coloro che ne hanno beneficiato, direttamente o indirettamente, tra agricoltori e soci di cooperative agricole; quasi 500 gli esperti agricoli coinvolti nei percorsi di formazione per migliorare le competenze nella filiera alimentare.

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