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Quando i piemontesi preferivano “le bionde”

Quando i piemontesi preferivano “le bionde”

Presentazione del libro a cura del Centro per la Cultura Cooperativa

Categorie: Storie Cooperative

Tags: Centro Cultura Cooperativa,   pubblicazione

L’11 marzo alle ore 20 presso l’Aula Magna del Liceo S.G. Calasanzio a Carcare (SV) su iniziativa dell’Amministrazione comunale carcarese verrà presentato il libro “Quando i piemontesi preferivano le bionde”. Il testo è stato scritto da Attilio Ianniello, collaboratore del Centro per la Cultura Cooperativa ed è stato commissionato dall’Associazione Piccoli Allevatori Razza Piemontese “La Piccola” di Priero. Il volume svela poco per volta una ricerca fatta intorno ad un ceppo di razza bovina Piemontese caratterizzata dal mantello color “fromentino”, color del grano maturo; “la bionda”, come la chiamavano gli allevatori delle Langhe e dell’Entroterra ligure.

Il Presidente dell’Associazione “La Piccola” così spiega il motivo per cui ha desiderato incaricare il nostro collaboratore di tale ricerca:

«Tornano in mente le parole del nonno materno, una vita dedicata agli ulivi secolari dell’entroterra imperiese: “Paolo, ricordati che la terra non si deve mai vendere, la terra non ti mangia, è lei che ti dà da mangiare”.

Torna anche l’ultima azione fatta dal nonno paterno nel giardino della sua cascina vicino a Ceva; prima di essere ricoverato in ospedale, dal quale dopo varie vicissitudini non uscì più, prese un po’ di letame delle sue Piemontesi e lo mise alla base delle sue rose, sapendo benissimo che con tutto il da farsi della cascina, nessuno avrebbe avuto il tempo di ricordarsene.

Ecco, queste semplici parole, questi semplici gesti, a volte ti segnano nell’anima più di mille altre cose eclatanti ma troppo materiali.

Quindi mi sono chiesto: “Ma io nella mia vita cosa avrei desiderato fare di diverso dalla normalità?” .

Alla fine mi sono ricordato di quando ragazzino avevo un sogno nel cassetto: salvare le “bionde di Langa”, questo tipo di bovino Piemontese con una storia millenaria che viene sempre più dimenticato dagli allevamenti gestiti in chiave moderna che puntano solo sulla resa in carne. Però lavorando e facendo più attenzione alle Piemontesi che vedo, 30 e più anni dopo, mi sono reso conto che queste “bionde” sono ancora ben presenti nelle nostre Langhe e zone limitrofe, vuoi per scelta di rusticità da parte degli allevatori, ma anche, penso, per una sua tenace resistenza genetica alla “bianca di pianura”.

Ed allora perché non ascoltare quello che mi suggerisce il cuore?»

Ricevuto l’incarico, Attilio Ianniello è andato alla ricerca della presenza di tale bovino nei territori che da Mondovì risalgono la Langa e sconfinano nell’Appennino savonese ed imperiese, sia attraverso una documentazione storico scientifica conservata dall’Accademia d’Agricoltura di Torino e dal Comizio Agrario di Mondovì, risalente alla seconda metà del XIX secolo, sia attraverso la raccolta di testimonianze di allevatori che in un recente passato hanno avuto, od oggi hanno, nelle loro stalle tali bovini piemontesi.

Le testimonianze sono subito apparse come un documento importante di storia orale rurale dei territori presi in considerazione, territori che oggi stanno lottando contro una marginalizzazione che rischia di impoverirli ancora di più, e questo ha stimolato l’Associazione “La Piccola” ad arricchire il volume con un video realizzato da Alessandro Ingaria in cui confluiscono alcune delle testimonianze stesse, oltre alla presentazione delle “bionde” ancora allevate ai nostri giorni.

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