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Incontro sulle Cooperative di Comunità

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Categorie: da Confcooperative Cuneo

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In un territorio che vanta una significativa presenza di aree interne (aree significativamente distanti dai centri di offerta dei servizi essenziali, ricche di importanti risorse ambientali e culturali e fortemente diversificate per natura e a seguito di secolari processi di antropizzazione) come quello provinciale, le istituzioni e gli attori locali si interrogano spesso su quale sia un modello di gestione e sviluppo per rendere tali territori risorse e non problematiche. Tra le diverse formule innovative di gestione ipotizzate, molte prevedono il coinvolgimento attivo della popolazione. A livello nazionale, su altri territori marginali si sta diffondendo una nuova forma societaria: la Cooperativa di Comunità. Per approfondire questa nuova tipologia di impresa cooperativa nella mattinata di martedì 11 ottobre si è svolto negli uffici di Confcooperative Cuneo uno specifico incontro tecnico. Oltre ai presidenti e ai funzionari di Confcooperative dell’Unione Provinciale di Cuneo, dell’Unione Interprovinciale di Savona e Imperia e delle Unioni Regionali di Piemonte Liguria, hanno preso parte all’incontro funzionari della Regione Piemonte, Assessorato alla Montagna, del centro studi della Fondazione CRC, e delle Camere di Commercio di Cuneo e di Savona Imperia La Spezia. A illustrare le caratteristiche delle cooperative di comunità è stato Giovanni Teneggi, che oltre ad essere direttore di Confcooperative Reggio Emilia, è anche referente nazionale per Coonfcooperative su questa nuova tem,atica. Dopo i saluti iniziali e l’introduzione di Alessandro Durando, presidente di Confcooperative Cuneo, che ha sottolineato come l’impresa cooperativa sia legata al territorio sul quale è insediata, la parola è dunque passata al dottor Teneggi. “La cooperazione di comunità è frutto di un percorso di ascolto e apprendimento continuo che non si può standardizzare e formattare, ma che invece va adattato alle particolari esigenze a cui si cerca di dare risposte attraverso questa nuova formula di collaborazione” ha spiegato l’esperto, che ha poi sottolineato quanto in questo processo sia fondamentale l’esperienza civica, imprenditoriale e collaborativa dei cooperatori che costituiscono la cooperativa di comunità, una forma di impresa che tra gli scopi sociali ha, oltre al portare avanti delle attività produttive, anche il presidio e lo sviluppo della comunità in cui la cooperativa è insediata. Con l’occasione, si sono raccontate le esperienze già in atto, con particolare riguardo alle cooperative che hanno superato i 15 anni di attività (dimostrando così la capacità di tenuta del modello) sottolineando per ciascuna le caratteristiche specifiche e la rispondenza alle precondizioni che deve possedere la base sociale di questa forma di impresa: responsabilità, sussidiarietà, propensione all’investimento e al rischio. Nel rispondere ai diversi quesiti emersi dai partecipanti al termine dell’esposizione, Teneggi ha sottolineato come sia importante l’aspetto imprenditoriale e quindi la sostenibilità economica, come il settore primario si fondamentale per innestare le diverse attività portate avanti dalle cooperative di comunità e come tale realtà associativa sia un modello di coesione.

Le conclusioni del presidente Durando al temine della mattinata sono state “Con l’incontro di oggi abbiamo avviato un percorso che porteremo avanti, coinvolgendo altri partner territoriali che credono in queste realtà come soluzione in grado di dare risposte specifiche a diversi territori attingendo anche dalle significative esperienze che ad oggi si sono realizzate”.
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