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La cultura si fa grande

La cultura si fa grande

La cultura si fa grande Fusione tra due storiche cooperative: Copat e Coopculture

Categorie: dalle cooperative

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Fusione tra due storiche cooperative attive in ambito culturale. A unire le loro organizzazioni sono la Copat e CoopCulture che danno così vita a un’impresa che potrà contare su 1100 soci e un fatturato aggregato che sfiora i 59 milioni di euro.
CoopCulture dopo la fusione con Copat acquisisce l’esperienza anche in ambiti diversi e complementari, come ad esempio la digitalizzazione di archivi e biblioteche, e rafforza la propria presenza in Piemonte e Lombardia. La fusione tra le due cooperative – spiega Andrea Ferraris, presidente nazionale e piemontese di FederCultura Confcooperative e dell’Alleanza delle Cooperative Turismo - nasce nell'alveo delle esperienze positive sviluppatesi in questi anni di lavoro compiuto, promosso all'interno dell'Alleanza Cooperative.
L’operazione nasce dalla volontà di affermare la presenza cooperativa nel comparto strategico della cultura, con la formazione di un soggetto più forte e capace, che possa essere motore e pivot per la crescita del settore, anche attraverso piattaforme di reti che aggreghino le straordinarie esperienze cooperative che da sempre operano nei territori. Un modello di business territoriale e cooperativo che può essere una risposta al tema della crescita sostenibile per il patrimonio e il turismo culturale non solo in Italia ma in Europa, come da raccomandazioni del Consiglio europeo per il prossimo settennato. In quest’ottica, si delinea una sfida di evoluzione organizzativa, di valorizzazione delle professionalità e delle competenze, peraltro in un momento in cui il settore della cultura, più di tutti gli altri, deve affrontare un cambiamento epocale in termini di utilizzo creativo delle nuove tecnologie, di innovazione di prodotto, di creazione di nuovi pubblici di fruitori, di rapporto col mondo della formazione: insomma CoopCulture guarda al futuro e all’internazionalizzazione volendo mettere insieme una storia di alta qualità e la trasformazione del mondo della cultura e del turismo culturale nell’epoca dell’industria 4.0.
“Abbiamo aperto il 2018 - commenta Giovanna Barni, presidente di CoopCulture - avendo impostato molte novità nei servizi per renderli sempre di maggiore qualità. Ora, con la fusione con Copat, guardiamo avanti avendo acquisito maggiore “massa critica” e potendo mettere in comune e a sistema notevoli esperienze e grandi qualità professionali. Da qui partiamo, sempre con i fari puntati sui nostri valori di solidarietà, mutualità, di servizio alla comunità, e insieme per affrontare i cambiamenti e le innovazioni necessari.”

Nella foto: Paestum, affresco, tomba del tuffatore

LC
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