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Banca Alpi Marittime presenta “Paris sera toujour Paris!”

Banca Alpi Marittime presenta “Paris sera toujour Paris!”

Tre serate all’insegna di Modigliani, a Mondovì, Torino e Cuneo

Categorie: le iniziative

Tags: Banca Alpi Marittime

Un nuovo appuntamento culturale rivolto ai soci-clienti della Banca Alpi Marittime: “Paris sera toujour Paris!”, tre serate su Amedeo Modigliani, evento organizzato in collaborazione con Artemista e legato al ciclo “Le incredibili storie”. Nel 2013 fu proposta “L’arte della guerra e della resistenza”, nel 2014,“L’incredibile storia di Frida Kalho” e per il 2015, la storia di Modì.

La scelta è determinata dalla concomitanza della mostra su Modigliani e, successivamente di Monet, in programma a Torino, per parlare della storia di una vita “bohemienne” tra Parigi e la Toscana.

La vita di Modigliani ed il mistero che travalicherà la sua morte immersi in una delle storie d’amore più grandi e tragiche del mondo dell’arte, verranno raccontati con l’accompagnamento di una fisarmonica. Il titolo, “Paris sera toujours Paris!” Modì, la storia di un amore e la storia di un mistero permetterà così a chi vorrà partecipare di trascorrere una serata immerso nell'atmosfera della Parigi di inizio Novecento. Anni straordinari in cui nella “Ville Lumière” si incontrano personaggi straordinari venuti da lontano che hanno fatto la storia della cultura e dell'arte contemporanea. Tra questi, un livornese, Modì, Amedeo Modigliani e la sua terribile e bellissima storia d'amore ed un mistero, che ancora oggi è legato alle sue opere...

A Mondovì (filiale di Breo) la serata ha avuto luogo mercoledì 7 ottobre con grande successo di pubblico. I prossimi incontri in programma sono: a Torino (filiale di via Santa Teresa, 26) mercoledì 28 ottobre ed a Cuneo mercoledì 11 novembre, sempre con inizio alle ore 20.30. Ogni serata si chiuderà con un rinfresco curato dal Ristorante “Il Pastis” di Carrù.

Commenta Carlo Ramondetti, direttore generale della Banca Alpi Marittime: «Le due serate a tema organizzate negli anni scorsi sono state particolarmente apprezzate. Per coinvolgere i nostri soci-clienti in un nuovo evento culturale, particolarmente interessante, è stato scelto un tema legato alla mostra in programma a Torino sulle opere di Amedeo Modigliani».Gianni Cappa, presidente della Bam: «La nostra Bcc desidera offrire ai nostri soci-clienti, un nuovo evento culturale di rilievo, con incontri che coinvolgono le nostre filiali: un modo che ci è consono nel mettere a disposizione spazi che abitualmente ospitano una ben precisa attività socio economica».

 

Amedeo Modigliani (Modì) nacque a Livorno nel 1884  e morì a Parigi, nel 1920. Cruciale per la maturazione della sua pittura fu il suo trasferimento a Parigi nel 1906 : qui fu a contatto con i gruppi d'avanguardia (soprattutto con i fauves), risentendo in un primo momento specialmente dell'influenza di Pablo Picasso, H. de Toulouse-Lautrec e P. Cézanne. Dal 1913, lasciata la scultura, si dedicò esclusivamente alla pittura, dipingendo ritratti e nudi. La sua prima mostra personale avvenne nel 1918 presso la Galleria Weil, ma i suoi quadri (tra i quali Nudo con collana di corallo, Nudo rosso) furono giudicati indecenti e di conseguenza fu ordinata la chiusura dell'esposizione.

Nello stesso anno, 1918, cominciò ad aggravarsi lo stato tubercolotico che lo portò alla morte, due anni dopo, nell'ospedale della Charité di Parigi. Aveva soli 35 anni e le sue spoglie furono sepolte al cimitero parigino di Père Lachaise. I compagni fecero una colletta per pagargli le esequie. Alla notizia della sua morte, la sua ultima compagna Jeanne Hébuterne, quasi al nono mese di gravidanza,  si suicidò lanciandosi nel vuoto.

La sua breve vita fu misera e tormentata; le sue opere, vendute per pochi soldi sotto l'assillo del bisogno, raggiunsero, dopo la sua morte, prezzi altissimi e furono molto ricercate da gallerie pubbliche e da collezionisti di Europa ed America.

Suscitò scalpore nel 1984 il caso della false teste di Modigliani, sculture ritrovate nel Fosso Reale a Livorno dove, secondo la leggenda, Modì le avrebbe buttate perché deriso da alcuni amici artisti.  Molti critici si affrettarono ad esaltare la bellezza di quelle opere che poi si rivelarono dei falsi clamorosi.

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